Fabrizio Musso

Marketing consultant & Growth Hacker

METTO IL
TURBO
al TUO
BUSINESS

fabrizio musso torino

Fabrizio Musso in una frase

Mi occupo di marketing strategico per le aziende e i liberi professionisti

Quando devo tirarmela dico che sono un growth hacker, ossia uno stregone della crescita aziendale. Ma per semplicità dico a tutti che faccio cose nel marketing, così permane quello strato nebuloso di incertezza sul volto di chi mi ascolta, che si tramuta ben presto in un ghigno che sottintende queste esatte parole: ah ok, schiaccia tasti sul pc e perde tempo sui social spacciandolo per lavoro.

Per me, non perdere tempo è fondamentale e preferisco far credere che il marketing sia un giochino sollazzante a chi non ha la curiosità di capire meglio come migliorare il suo personal branding, far crescere la sua azienda e misurare i risultati con l’obiettivo di sviluppare il proprio business.

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La mia esperienza
cosa faccio
Analisi di mercato

Studio il tuo mercato, il pubblico potenziale e i tuoi concorrenti

Analisi economica

Calcolo i ritorni potenziali del tuo prodotto/servizio rispetto ai tuoi costi

Strategia globale

Creo con te il modello di business più idoneo ai tuoi obiettivi

strategia di prezzo

Quanto devi incassare per raggiungere il break even point e iniziare a guadagnare

strumenti di promozione

Costruisco per te gli strumenti più idonei a perseguire la strategia

online marketing

Siti, SEO, Social, Campagne PPC, Funnel, Email marketing e Video Marketing

corsi di vendita

Come agganciare nuovi clienti e vendere loro il tuo prodotto/servizio

corsi di marketing

Come creare un piano marketing e come si usano tecnicamente gli strumenti

Per capirci meglio

Cos’è e come intendo il growth hacking

Si tratta di una disciplina relativamente nuova, da appena 10 anni si parla di growth hacking e da forse due o tre se ne inizia a parlare in Italia. Non ha nulla a che fare con quei personaggi da film che nella penombra di un seminterrato entrano nella banca dati della CIA. Quelli sono hacker informatici. Il growth hacker è un esperto di marketing (da non confondere con la comunicazione), che prima di intraprendere qualsiasi strategia commerciale o promozionale, spende ore, giorni e mesi sui dati. Dati di ogni genere: demografici, comportamentali, numerici, economici e legati ai trend. Con questi dati crea una fotografia del mercato, degli sviluppi potenziali e delle possibilità che un soggetto, solitamente un’azienda, ha di farne parte in maniera profittevole. Dopodichè traccia una strategia commerciale e mette in campo gli strumenti più idonei per perseguirla. Tutto questo continuando a monitorare i dati, i numeri della crescita e correggendo il tiro ogni volta che serve.
Il growth hacking come disciplina di crescita
La mia storia e l'approccio al growth hacking

Lontano 2014, un giovane Fabrizio Musso vendeva servizi web. Sito internet, SEO, SEM, gestione social e tutte quelle belle iniziative creative che al cliente piacciono tanto perché vede il suo negozio catapultato in prima pagina su Google o ricoperto di like sui social.

Dopo un annetto circa, gli stessi clienti mi chiamavano dicendo “il sito non funziona, i clienti non arrivano, cambio fornitore”. Così il cliente duramente conquistato svaniva nel nulla, passava ad un concorrente e la storia si ripeteva, con continui cambi di fornitore da parte del cliente insoddisfatto.

Inizio a capire che lo strumento, sito o social che sia, non fa l’azienda.

Non esiste uno strumento magico che trasforma un imprenditore improvvisato in un imprenditore vero.
Non esiste un artifizio sul web che trasforma un analfabeta tecnologico in un mago dell’e-commerce.
Non esiste una vetrina online che possa funzionare da calamita solo per che esisti.
Non esiste un tasto che se premuto possa rispondere alle richieste di preventivo che stagnano da 10 giorni, pulire il tuo negozio o rispondere con educazione ai clienti che ti vengono a trovare (tutte storie vere).

A tutte queste situazioni, non serve uno strumento. Serve un’analisi e una strategia. Poi, se il mercato lo consente, se ci sono i numeri e se individuiamo uno o più motivi affinchè un cliente scelga te, allora parliamo di strumenti.

Per questo motivo mi concentro sulle due fasi del marketing precedenti a quella della creatività fatta di strumenti, ossia la fase di analisi e la fase di strategia.
In questo solo e unico modo i clienti attuali raggiungono davvero risultati tangibili.

musso fabrizio consulente marketing
Il growth hacking non fa sconti
Io ti dico come si fa e se vuoi lo faccio per te. Ma se mi rendo conto che i numeri non sono dalla nostra parte o sei pronto ad una virata decisa oppure è meglio non lavorare assieme.
L’errore più classico nel marketing è copiare gli altri
Il mio vicino ha il sito, me lo faccio anche io. Il mio vicino vende su Facebook, lo voglio fare anche io. Il mio vicino ristruttura il negozio, allora ristrutturo anche io. Ma il tuo vicino non è un tuo competitor. Magari neanche quelli che credi siano i tuoi competitor lo sono davvero. A te serve fare analisi per la tua situazione, per il tuo mercato e fare quello che serve a te. Pensa che ho clienti che non hanno nemmeno una presenza online! Ma come?! Nel 2021 non hai un sito…che sfigato! NO. Ho clienti che non stanno online e hanno un fatturato a sei zeri. Semplicemente abbiamo deciso, numeri alla mano, di dirottare sforzi e investimenti offline.
La differenza tra un growth hacker e un’agenzia di comunicazione

L’agenzia di comunicazione vuole comunicare nel modo più creativo il tuo brand.
Il Growth hacker, se il tuo brand non ha valori da comunicare, non comunica un bel niente

l’agenzia di comunicazione mette il megafono alla tua attività.
Il growth hacker mette il megafono ai tuoi clienti

L’agenzia di comunicazione ti propone gli strumenti su cui è più abile
Il growth hacker non ha alcun interesse a proporti uno strumento o un altro, ma solo quello che fa bene alla tua azienda.

L’agenzia di comunicazione analizza il rendimento degli strumenti
Il growth hacker analizza il comportamento del tuo mercato, delle tue economie e solo alla fine, il rendimento degli strumenti.

Alcuni brand con cui lavoro
Testimonianze
Ciò che dicono alcuni miei clienti
Proprio l'altro ieri ha acquistato il corso "Starter" una persona proprio avendo fatto una ricerca su internet. Quindi bene! Perchè significa che il sito sta iniziando a posizionarsi secondo la strategia che hai individuato tu. Poi anche un'altra persona che mi ha scritto poco fa è arrivata dal sito tramite il SEO. Quindi i risultati si stanno iniziando a vedere. Bene così!
Edoardo Pedemonte
Fondatore di Scoutit
Che dire, il vantaggio di aver conosciuto Fabrizio Musso è innegabile. Volevo portare avanti un servizio ma non sapevo in che direzione andare, quali strumenti usare e come pormi nei confronti del mercato. Il percorso con Fabrizio è stato risolutivo sin da subito perchè ho avuto chiaro il percorso sia di analisi sul prodotto che ho immesso sul mercato, sia il percorso che io avrei dovuto fare. Non formazione teorica, ma quello che realmente serviva per raggiungere lo scopo, con risultato pienamente raggiunto nei modi e nei tempi
Andrea Robotti
Nuova Spiros s.n.c
Abbiamo risolto tantissimi problemi e abbiamo avuto dei grossi successi che in precedenza non siamo riuscite ad ottenere. Fabrizio è una persona che arriva prima dei tuoi pensieri. Non hai bisogno di fare tu, lui fa e tu approvi.”
Daniela Donna
Ottica Donna dal 1950

Chi può avere bisogno di un growth hacker

La figura del growth hacker non è solo appannaggio dei colossi multinazionali. Il mio cliente ideale è il negozio, il libero professionista o l’azienda di medio/piccole dimensioni.

Proprio in questi scenari è importante il growth hacker, perché i capitali non sono giganteschi, il tempo è poco e c’è bisogno di capire velocemente se investire soldi e quanti) in un’impresa o meno.

Inoltre, una piccola realtà ha un accesso limitato alla maggior parte delle informazioni del proprio mercato. L’imprenditore ha spesso una visuale offuscata dal fatto che è troppo addentro alla su attività e non ha un comparto marketing interno che possa lavorare in modo imparziale. E anche se ce l’avesse, le logiche aziendalistiche impongono di non poter mai cassare un’iniziativa dei “piani alti”.

Un consulente esterno è diverso. Lavora per il bene della tua azienda, anche se questo apporta dei mal di pancia per il “capo”. Ciò che ti consiglia è basato su uno studio approfondito unito ad un intuito strategico sviluppato negli anni.

E come dico spesso, non sono io a consigliarti una strategia perché mi va così. Sono i dati ad imporcelo.

fabrizio musso
musso fabrizio

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